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Fotovoltaico in casa nel 2026: detrazioni, Ritiro Dedicato, CER e cosa è cambiato

Detrazione al 50% sulla prima casa fino a fine 2026, fine dello Scambio sul Posto, Ritiro Dedicato, comunità energetiche e batterie: le regole per le famiglie.

In Italia il sole non manca, ma nel 2026 le regole per chi mette i pannelli sul tetto sono diverse da quelle di tre anni fa. Lo Scambio sul Posto non è più disponibile per i nuovi impianti, la detrazione sulla prima casa è al 50% solo fino a dicembre e dal 2027 scende. Con l’elettricità che costa di più da quest’estate, ogni kWh prodotto e consumato in casa vale di più. La domanda giusta non è “conviene il fotovoltaico?”, ma “quanta della mia produzione riesco a usare?”.

La detrazione: 50% ancora per pochi mesi

Il fotovoltaico domestico rientra nel bonus casa per le ristrutturazioni, tra gli interventi di risparmio energetico e di utilizzo di fonti rinnovabili. L’Agenzia delle Entrate indica per il 2026:

  • 50% per l’abitazione principale;
  • 36% per le altre abitazioni;
  • massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare;
  • recupero in dieci quote annuali di pari importo.

Nel 2027 le percentuali scendono al 36% per l’abitazione principale e al 30% per le altre. Per chi sta decidendo, conta la data del pagamento: un impianto pagato entro dicembre 2026 sulla prima casa recupera 14 punti in più rispetto allo stesso impianto pagato a gennaio.

Per gli interventi che comportano risparmio energetico o uso di fonti rinnovabili va inviata la comunicazione all’ENEA per via telematica. Ci pensa spesso l’installatore o il tecnico, ma la responsabilità resta di chi detrae: chieda la ricevuta.

La detrazione si recupera sulle imposte. Se l’Irpef annuale è bassa, una parte delle rate può andare persa: lo verifichi con chi le prepara la dichiarazione.

Scambio sul Posto: chiuso ai nuovi impianti

Per anni lo Scambio sul Posto ha compensato l’energia immessa con quella prelevata. Oggi il GSE accetta richieste solo per impianti entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025. Chi ha già un contratto SSP lo mantiene alle condizioni in essere. Chi installa ora deve ragionare diversamente.

Cosa si fa oggi con l’energia in eccesso

Ritiro Dedicato (RID). È il modo semplificato per vendere al GSE l’energia immessa in rete, a prezzi legati al mercato. Il GSE pubblica ogni anno i prezzi medi di riferimento. Non è compatibile con lo Scambio sul Posto. Il ricavo per kWh immesso è in genere molto più basso di quanto lei paga per un kWh prelevato, per questo l’autoconsumo pesa più del ritiro.

Comunità energetiche (CER) e autoconsumo collettivo. Il GSE riconosce una tariffa incentivante sull’energia condivisa all’interno di una comunità energetica rinnovabile, di un gruppo di autoconsumatori (per esempio un condominio) o in autoconsumo a distanza. Le domande si possono presentare fino al trentesimo giorno dopo il raggiungimento di 5 GW di potenza incentivata, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. Il contributo PNRR del 40% per i comuni sotto i 50.000 abitanti aveva scadenza al 30 novembre 2025; con il decreto-legge 19/2026 è stata finanziata una nuova misura da 795,5 milioni di euro gestita dal GSE. Gli impianti devono essere entrati in esercizio dopo il 16 dicembre 2021 e avere potenza fino a 1 MW.

Il Reddito Energetico per le famiglie con ISEE basso

Il Reddito Energetico Nazionale finanzia in conto capitale impianti fotovoltaici domestici da 2 a 6 kW in autoconsumo, comprensivi di assicurazione, manutenzione e monitoraggio per dieci anni. Possono accedere i nuclei con ISEE sotto i 15.000 euro, o sotto i 30.000 euro con almeno quattro figli a carico, intestatari del contratto luce e con un titolo sull’immobile. La dotazione era di 100 milioni di euro nel 2024 e di 103,2 milioni nel 2025, per circa l’80% riservati alle regioni del Sud. Le finestre per le domande le apre il GSE: controlli sul sito se ci sono fondi disponibili prima di contare su questa misura.

Batterie

Un accumulo sposta la produzione di mezzogiorno alla sera, quando in casa si consuma di più, e fa salire l’autoconsumo. Ha però un costo importante e va valutato sui suoi orari. Se lo aggiunge, deve comunicarlo al GSE entro 60 giorni dall’entrata in esercizio. Chieda all’installatore se e come l’accumulo rientra nella detrazione, e lo faccia scrivere nel preventivo.

Costi e tempi di rientro

Non abbiamo trovato una fonte ufficiale aggiornata con il prezzo medio di un impianto domestico nel 2026, e non vogliamo darle un numero inventato. Il rientro dipende da quattro cose: prezzo chiavi in mano, produzione annua (che cambia molto tra Bolzano e Palermo), quota di energia consumata in casa e prezzo che lei paga per l’elettricità. Il nostro calcolatore solare mette insieme questi dati. Lo usi con un preventivo reale in mano.

Autorizzazioni e allaccio

Per un impianto sul tetto di un’abitazione la pratica è di solito semplice, ma nei centri storici, sugli edifici vincolati e nelle aree con vincolo paesaggistico possono servire autorizzazioni in più. Chieda all’installatore quale procedura segue e se la gestisce lui, e verifichi con l’ufficio tecnico del Comune in caso di dubbi. L’allaccio alla rete passa dal distributore locale.

Errori da evitare

Dimensionare sulla detrazione. Un impianto grande su una casa vuota di giorno immette gran parte della produzione a un prezzo basso. Meglio partire dai consumi reali, che vede sul Portale Consumi di ARERA.

Dimenticare il contratto luce. Con il fotovoltaico cambia il profilo dei prelievi: più sera e notte, meno giorno. Un’offerta bioraria o una tariffa diversa può rendere di più. Dopo l’installazione confronti le offerte sul nuovo profilo.

Firmare contratti con “energia gratis”. Diffidi di proposte che promettono bollette azzerate. L’energia prelevata dalla rete si paga comunque, con oneri e trasporto.

Cosa è cambiato nel 2025-2026

Lo Scambio sul Posto si è chiuso ai nuovi impianti, le comunità energetiche hanno ricevuto nuovi fondi, la detrazione è rimasta al 50% sulla prima casa per il 2026 e scende dal 2027. Se sta pensando anche a un’auto elettrica, legga la nostra guida alla ricarica a casa: le due scelte si influenzano.

Fonti

  1. Agenzia delle Entrate: Agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie (2026-09-28)
  2. ENEA: Bonus Casa, comunicazione per risparmio energetico e fonti rinnovabili (2026-06-30)
  3. GSE: Scambio sul Posto (2026-09-28)
  4. GSE: Ritiro Dedicato (2026-09-28)
  5. GSE: Gruppi di autoconsumatori e comunità di energia rinnovabile (2026-09-28)
  6. GSE: Reddito Energetico Nazionale (2026-09-28)
  7. GSE: Sistemi di accumulo (2026-09-28)

Dati verificati il 28 settembre 2026.

Domande frequenti

Quanto si detrae per il fotovoltaico nel 2026?
Il fotovoltaico domestico rientra nel bonus casa per ristrutturazioni: nel 2026 la detrazione è del 50% sull'abitazione principale e del 36% sulle altre, su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, in dieci rate annuali. Nel 2027 scende al 36% e al 30%.
Posso ancora avere lo Scambio sul Posto?
No per i nuovi impianti. Il GSE ha accettato le ultime richieste solo per impianti entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025. Per l'energia immessa in rete oggi l'alternativa è il Ritiro Dedicato, oppure l'adesione a una comunità energetica.
Quanto costa un impianto e in quanti anni si ripaga?
Non abbiamo trovato una media ufficiale aggiornata. Dipende da potenza, tetto, zona e quota di energia consumata in casa. Il nostro calcolatore solare fa la stima con i suoi dati; poi confronti almeno due preventivi.
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